Aggiornamento 7

Bene, rieccoci… Subito al sodo:

Fuffranek: 1867

komardo: 1155

Audax: 665

bot4life: 462

mentre quella rispetto all’ultimo aggiornamento dice:

Fuffranek: 174

bot4life: 86

komardo: 73

Audax: 35

Quindi, a gran voce, invochiamo l’antidoping per il Monsieur 60% dei fuffini, a vedere cosa prendono i fuffini di Fuffranek che scalano la classifica come Bijarne Riis l’Hautacam nel 1996. Da notare la differenza di punti fra quelli assegnati su CQ e quelli dati su Rivals: molti in piu’ (il che lascia spazio per eventuali anche se difficili rimonte).

Bjarne-Riis-004

L’ultima settimana di ciclismo e’ stata caratterizzata dale polemiche attorno alle cancellazioni di una tappa sia alla Tirreno che alla Parigi Nizza, per cattivo tempo. Di questo vorrei parlare (e oggi mi schiero subito): sono totalmente contrario a cancellare tappe per il brutto tempo. O almeno, se le condizioni sono tremende e la Protezione Civile annuncia lo stato d’allerta per la popolazione (alluvioni, esondazioni, terremoti, valanghe etc) allora siamo tutti d’accordo, ma tutto il resto e’ “fuffa” secondo me, e toglie la possibilita’ ai corridori di “fare la storia”.

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Sono d’accordo, va salvaguardata la salute dei ciclisti, certo: per questo, non bisognerebbe andare a correre in deserti vari con 50 gradi. Se decidi di andarci, allora accetti i 50 gradi di temperature… E poi, puzza un po’ di ipocrisia: se fra un paio di settimane piove che facciamo, salta la Roubaix? E se la corrono, la foresta di Aremberg sara’ o no pericolosa, con la pioggia? E li’ viene fuori il piu’ forte… Il discorso andrebbe articolato ancora, ma in generale questo e’ il mio punto di vista.

D’altra parte, la cancellazione della tappa consegnera’ alla storia un’edizione della “Due Mari” imprevedibile e da decidersi (fra poche ore) nell’ultima cronometro di 10 km – e lo stesso si e’ visto alla Parigi-Nizza, decisa sul filo dei secondi: in un’ultima tappa “thriller” Geraint Thomas (grazie solo e unicamente all’aiuto di un Sergione Henao che dimentico di ogni velleita’ personale si sacrifice per la vittoria di squadra e del compagno) riesce a limitare la furia di Contador, che prova in tutti i modi a staccarlo. Riuscira’ ad arrivare sul traguardo prima del rivale (e dietro a un grande Wellens, vincitore in fuga dopo essere stato riacciuffato da Contadore e Porte) ma alla fine gli mancheranno 6 secondi per indossare la maglia gialla.

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La SKY (vincitrice di 4 delle ultime 5 edizioni) decide, come recente abitudine, di far vincere la Paris-Nice allo “scudiero” del capitano al Tour, anche se forse in quest’occasione potevano approfittarne per “saggiare” le qualita’ di Sergio Henao… Son scelte.

Non ci resta che vedere la crono oggi, sintonizzarci sulla suggestiva Nokere Koerse domani, e poi in apnea fino a sabato quando (finalmente!) si correra’ la Milano-Sanremo..!

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2 thoughts on “Aggiornamento 7

  1. Riflessione sulla cancellazione delle tappe per avverse condizioni meteo: mi trovo in totale sintonia con Carlo, ma vorrei espandere il discorso. Riflettiamo un secondo: se qualche atleta si facesse male a causa delle condizioni meteo gli organizzatori avrebbero un mare di grattacapi, proteste di tutto il gruppo perche’ si e’ corso comunque e solita frase del tipo ‘nessuno tutela i ciclisti(o gli atleti volendo espandere il discorso a tutti gli sport), per gli sponsor ci hanno fatto correre lo stesso e cosi’ via..’. Quindi perche’ prima di cancellare le tappe nn si chiede direttamente ai corridori cosa pensano? Ve la sentite di farlo? Allora se succede qualcosa la responsabilita’ e’ vostra, e nn potranno montare polemiche, se invece si decide di non correre non si’ corso perche’ i protagonisti hanno detto no, e anche in quel caso il gruppo su prende le proprie reaponsabilita’. Perche’ a mio avviso troppo spesso ho sentito polemiche sugli organizzatori da parte degli atleti, ma nn ho mai visto un ciclista proporre attivamente qualcosa, mettersi in gioco in prima persona. Se la memoria nn mi inganna l’ultimo fu cancellara al tour a fare un gesto abbastanza ecclatante con, difatto, una andatura da cicloamatore e non per condizioni meteo, ma a seguito della caduta della maglia gialla se nn erro…my two cents;)

    1. La questione e’ semplice: trovo che questa preoccupazione per la salute dei ciclisti sia ipocrisia di facciata. I mezzi per superare il meteo avverso ci sono tutti, e sono gia’ a disposizione delle squadre e dei ciclisti. Lo trovo, per usare un’iperbole, come se cancellassero una tappa perche una salita e’ troppo lunga… La salita e’ dura? Metti un rapporto piu’ leggero e vai piu’ piano… Nevica? Invece di montare una bici con copertoni da 23 mm gonfi a 9 atmosfere, mettili da 28 gonfi a 6.5… E’ proprio li’ che si vede chi e’ il piu’ bravo, chi ha piu’ manico e chi se la fa sotto…

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