Milano-Sanremo, in giro per monumenti

Oggi e’ una bella giornata di sole a Wroclaw (primavera non bussa – lei entra sicura): viene proprio voglia di mettersi a passeggiare e farsi un giro per monumenti. Per di piu’, domani e’ il grande giorno, alle 10.10 di mattina il peloton si muovera’ dal centro di Milano in direzione Sanremo. Domani si correra’ infatti la Classicissima di Primavera, primo grande appuntamento della stagione, sfida storicamente per ruote veloci e per campioni dalla cilindrata superiore.

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In questo articolo, vorrei portarvi a fare un giro per “visitare” questo monumento a 360 gradi. Partiremo dal percorso, per poi parlare della storia e del folklore che circonda questa grande corsa. Questa sera poi, approfittando di una visita di Franek, vorrei pubblicare un articolo a parte dedicato all’analisi dei favoriti (per soddisfare tutti i palati).

Il percorso:

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In breve: 106 edizioni passate, la 107 partira’ alle 10.10 dal Castello Sforzesco, arrivo in Via Roma a Sanremo, dopo 291km di asfalto e 808m di dislivello totale divisi in 6 “salitelle”. Meteo soleggiato, temperatura prevista intorno ai 15 gradi, venti moderati da sud ovest (traverso e frontale).

La corsa si muovera’ ben presto fuori da Milano, toccando Pavia, Voghera, Tortona, Novi, e per i primo 120km (come dire, niente! 😀 ) la corsa si presentera’ totalmente pianeggiante e il peloton, sornione, lascera’ spazio agli avventurieri di giornata, in cerca di visibilita’ per loro e per i colori della loro maglia.

Le salite: ci si avvicina alla Liguria, ed il panorama comincia a farsi piu’ ondulato. Il gruppo affrontera’ compatto la salita che porta al passo del Turchino:

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la salita inizia al km 134.1 e termina al 142.3 per totali 8 chilometri e 200 metri. L’altitudine raggiunta è di 532 mslm. Il dislivello è di appena 190 metri considerando come inizio ascesa Campo Ligure (il tratto precedente, gia’ il leggera ascesa, puo’ essere considerate irrilevante ai fini altimetrici…). La pendenza media è del 2,31 % con solo l’ultimo chilometro che prevede pendenze superiori al 6 %. Non si vedra’ granche’, anche perche al gpm mancheranno oltre 150km di gara.

 

 

Il Turchino da questo versante e’ davvero facile. Diversa la storia dal versante “genovese”: anche se non e’ una salita da scalatori puri, l’ascesa da Voltri sale regolare per 11,5 km con una pendenza media del 4.6% e punte del 7% fra il 6o ed il 7imo km (a Fado, piu’ o meno). Bello e ambizioso e’ invece il nostro amato passo del Faiallo, 1061 mslm, raggiungibile partendo dalla galleria del Turchino. Mai percorso in gare professionistiche, offre circa 11 km di salita vera: la pendenza media dice 5%, ma a guardare bene il profilo altimetrico si capisce che, esclusi 2 tratti in falso piano ed uno in contropendenza, il resto della salita “picchia” – pendenze costantemente sopra il 6% e punte quasi all’8%.

 

 

Arrivati a Voltri (km 155), si mangia si beve e “si cambia l’acqua”. Il peloton comincera’ a mangiare l’asfalto, con velocita’ progressivamente crescente. Fra Voltri ed Arenzano (non ho ancora capito come…) il gruppo risparmiera’ i 2 km che accorciano il percorso rispetto ai 293 della scorsa edizione. Si va poi in provincia di Savona, proseguendo fino a Ceriale (70km all’arrivo). Non si affrontera’ l’altopiano delle Manie, affrontato l’ultima volta nel 2013, quando vinse Ciolek nel caos per la neve. Peccato, avrebbe aggiunto sale alla corsa (pur risultando difficilmente decisivo), coi sui 4,7km di lunghezza  e altitudine massima di 322 mslm. Dislivello di 315 metri per una pendenza media del 6,7% dal versante che parte da Noli. La pendenza massima è attorno al 9% nella prima parte dell’ascesa:

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Niente Manie, ma dopo Ceriale volenti o nolenti i corridori dovranno mettersi a fare sul serio: lasciata la provincia di Savona ed entrati in quella di Imperia infatti, si entra nella zona dei Tre Capi: Capo Mele, Capo Cervo, e soprattutto Capo Berta (il piu’ duro, 130 mslm, 2,5km al 5%, vetta a 39km dall’arrivo):

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Tre salite in 15km, che normalmente andrebbero considerati poco piu’ che dentelli, ma che dopo 245km di corsa si sentono sicuramente nelle gambe, anche perche il peloton li spianera’ ai 40km/h..!

Finita la discesa di Capo Berta, comincia il terrorismo psicologico, i giochi di squadra e la corsa s’incendia: chi vorra’ provare a staccare i velocisti dovra’ fare la differenza da qui in poi.

l gruppo raggiungerà la località di San Lorenzo al Mare (km 263), che segna l’inizio della salita della Cipressa (5,6 km al 4,1% e punte al 9%, vetta a 22km dal termine), di certo non impossibile ma che normalmente invoglia qualche attaccante a provarci soprattutto nei primi quattro chilometri fino al bivio di Lingueglietta, dove le pendenze sono più impegnative. A memoria non ricordo azioni decisivi su questa salita, ma attacchi ripetuti qui e sul Poggio (magari da parte di scudieri degli attaccanti…) possono fiaccare le gambe dei velocisti. Un’azione solitaria sulla Cipressa e’ improbabile, visto il tratto di 12,3km fra discesa e pianure fra la vetta e l’imbocco del Poggio. In passato, Bettini nel 2003 (poi vittorioso) e Nibali nel 2012 (poi terzo) hanno attaccato sulla Cipressa, ma hanno dovuto aspettare il Poggio per riprovarci.

 

 

A questo punto, il peloton correra’ come una bestia ferita. Le squadre dei velocisti proveranno in tutti i modi a fare l’andatura per tenere la gara chiusa, mentre le squadre degli attaccanti faranno di tutto per stare davanti e prendere il Poggio in testa.

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E poi, sara’ una questione di attimi: dall’Aurelia, si gira a destra per via Duca d’Aosta e comincia il Poggio. I km al traguardo saranno 6 in quell punto. Verrebbe da dire “al mio segnale, scatenate l’inferno”, per commentare questa salita, che di per se’ non e’ assolutamente gran cosa: e’ lunga solo 3,7 km e con pendenze al 3,7% e picchi all’ 8%, ma che, con 285 chilometri nelle gambe, brucera’ l’ultimo ossigeno rimasto nelle gambe e nelle teste dei corridori. Qui dovremmo assistere ad una serie di attacchi che probabilmente proseguiranno anche lungo la discesa, tortuosa e stretta, che terminerà a 2,3 chilometri dal traguardo.

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Da li’ in poi, e’ una corsa tutti contro tutti, 2300 metri (circa 270 pedalate) verso la linea del traguardo, da fare tutte d’un fiato senza mai guardarsi indietro.

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Corso Cavallotti, curva a sinistra e controcurva a destra e siamo in via Roma. 1000 metri in apnea totale sia per i corridori che per noi davanti allo schermo, e si sapra’ chi sara’ il vincitore dell’edizione 107 della monumentale Milano-Sanremo.

 Cenni storici e curiosita’:

La Milano-Sanremo ha una tradizione secolare, anche se in partenza non si trattava di una corsa ciclistica: il 2 aprile 1906 partiva infatti la prima edizione della Milano-Sanremo, gara podistica in 2 tappe. La gara non riscosse un grande successo, e grazie all’intervento di Tullo Morgani (gia’ fra gli ideatori del Giro di Lombardia) e della Gazzetta dello Sport, gia l’anno seguente viene trasformata da marcia a gara ciclistica. Il 14 aprile 1907 si corse la prima edizione della Milano-Sanremo ciclistica. Ad imporsi fu Lucien Georges Mazan, meglio conosciuto come Petit-Breton, francese trionfatore al Tour de France, che concluse i 281 km in quasi 11 ore, alla media dei 26km/h in sella alla sua Bianchi.

 

 

Gli anni seguenti sono anni da leggenda, e a volte da tregenda: passa alla storia l’edizione del 1910, con i corridori costretti a cercare rifugio nelle case lungo il percorso per sottrarsi ad un meteo tragico.

Primo vero dominatore della Classicissima e’ stato Costante Girardengo: 11 partecipazioni, 11 podi di cui 6 volte sul gradino piu’ alto per l’Omino di Novi.

Agli anni di Guerra e Binda, seguiranno le battaglie fra Coppi e Bartali, per arrivare ad anni di vittorie straniere: fra il ’53 ed il ’69 infatti ad imporsi furono soprattutto ruote fiamminghe. Per mischiare le carte, ed evitare che la corsa diventasse una prevedibile volata ogni volta, nel 1960 fece la sua comparsa la salita del Poggio di Sanremo, per iniziativa di Vincenzo Torriano, personaggio storico del ciclismo nostrano e gia’ promotore dell’inserimento del muro di Sormano al Lombardia.

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Nel 1966 si aprì l’era Merckx: vinse quell’edizione al primo anno completo fra i pro (passo’ pro l’anno prima, ma perse tempo con la leva militare…) per poi raggiungere sette affermazioni, superando lo storico record dell’Omino di Novi (si tratta anche del record assoluto di vittorie di un ciclista in una singola grande classica). Dal Cannibale in poi la gara non ebbe più un vero padrone fino al 1997, quando il forte e potente velocista tedesco Zabel seppe inanellare una lunga striscia positiva di quattro vittorie e due secondi posti.

 

 

In generale, sono 50 le vittorie italiane e 20 quelle del Belgio, al terzo posto la Francia con 12. L’ultima vittoria tricolore risale al 2006 con Pozzato, e vale la pena ricordare anche le epiche vittorie di Bugno, Chiappucci e Fondriest ad inizio anni ’90. Altre imprese storiche sono la vittoria di Sean Kelly nel ’92 e l’arrivo in solitaria di Cancellara nel 2008.

1990: https://www.youtube.com/watch?v=JgPm2u5nKTw

1992: https://www.youtube.com/watch?v=mL3jQmkj3uI

2008: https://www.youtube.com/watch?v=NXS-qTbR1Tk

Buona visione!

One thought on “Milano-Sanremo, in giro per monumenti

  1. Mamma mia che articolo..degno dei tempi eroici di spaziociclismo e delle dirette via auto! Provo a dire la mia…dopo la mezza fuffata del meteo alla Tirreno che lo ha difatto escluso dai giochi finali io punterei il dito (come ho fatto a fs) sullo squalo dello stretto…vero che il percorso nn si addice al 100% al siciliano, ma la grande voglia di rivincita che sicuramente ha in corpo e le condizioni meteo che prevedono un clima mite potrebbero far dire la al buon Nibillo, ricordando anche che nelle ultime edizioni,dopo il grande terzo posto di 3 anni fa, il siciliano e’ stato sempre difatto escluso dal freddo che lo ha sempre punito persino in maniera eccessiva..e poi da buon italico dico che nn vinciamo dal 2006 in Via Roma, ed il tricolore non sventola sul gradino piu’ alto di una grande classica dall’Amstel di Gasparotto. Detto questo, e visto che nn ci piglio nai, ovvianente domani Nibali cadra’ fra i binari del tram a Milano…

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